26 novembre 2015
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Generale
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Anatomia di un kamikaze

Anatomia di un kamikaze. Di un terrorista che ride un istante prima di morire.

Di un ragazzo saudita che si chiamava Abu Muawiya Al-Shimali e recita se stesso in un filmato amatoriale, girato dai suoi compagni, in Irak. Gli ultimi tre minuti di un kamikaze è uno dei tanti video dedicati agli uomini-bomba che circolano anche su internet. Io penso che bisognerebbe proiettarlo nelle scuole superiori, a patto di trovare un Pasolini che lo spieghi ai ragazzi italiani. Ma temo che non abbiamo più professori così.

L’ho visto. Sono poche immagini, sembra un superotto degli anni Sessanta. Abu è nella sua macchina, gli amici lo riprendono dal finestrino. Abu ha gli occhiali, una camicetta a quadretti, una barba leggera, è un po’ in sovrappeso. A occhio, ce l’abbiamo avuto tutti un amico così, di quelli timidi, secchioni, che forse un giorno si sposeranno finalmente la compagna di banco idealizzata in decenni di solitudine; famiglia modesta, padre magari bidello della stessa scuola, mamma casalinga che gli confeziona ancora, a trent’anni, il cestino per il picnic domenicale.

Ecco, Abu non ha il volto scarno e tormentato di un Bin Laden. Non gli leggi una mistica sofferta e per noi occidentali tenebrosa. Non è “pazzo”. Sorride al teleobiettivo carezzando un involucro ricoperto da un asciugamano, eppure non sta andando a uno stabilimento di Ostia Lido in una domenica dopo gli esami. Sotto l’asciugamano c’è l’esplosivo che fra un minuto lo farà saltare per aria. Ma Abu ride gioviale. Potrebbe aver appena raccontato l’ultima sui carabinieri, o la sai l’ultima su Bush.

La sua familiare si avvia verso l’orizzonte e l’orizzonte che intravediamo, nel deserto chiaro, è un posto di blocco americano in Irak. La videocamera segue traballante il ragazzo in gita per il picnic con la morte, che si allontana, magari con la radiolina accesa sulla hit-parade araba. Le voci degli amici recitano: Allah akbar. Allah akbar. Allah akbar.

La berlina di Abu adesso è un puntino bianco. Allah akbar. Allah akbar. Allah akbar. Un boato e tutto lo schermo si copre di fuoco. Allah akbar! è l’esclamazione di giubilo corale. La stessa intensità di tifo che segue a un gol di Totti all’Olimpico. E l’uomo occidentale pensa: Pazzo? Fanatico? Drogato? Esaltato? Ma in cuor suo sa che nessun aggettivo è calzante. Nessuno sufficiente a contenere le fiamme e le morti generate da questo ennesimo dramma quotidiano. Da questo guizzo improvviso della morte nel cielo azzurro e banale di un giorno qualunque.

Giudicare il gesto e condannare il terrorismo è un gioco da ragazzi, persino troppo facile. Se non riusciamo a capacitarci di un video amatoriale di tre minuti, di un ragazzo arabo qualsiasi che muore col sorriso sulle labbra, come possiamo pretendere di capire la complessità dell’Islam?

Diego Cugia – Zomberos (ottobre 2006)

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Salve sono il CEO e uno degli animatori del blog Linea di Confine e di SEO & SEM Directory, la web directory italiana, generalista, moderata, libera e di qualità!  Mi occupo da circa trent'anni di software gestionale e da un lustro o poco più (1 lustro è pari a 5 anni, scusate la parolaccia, ma sono "adulto" ed a volte scrivo cose così) mi occupo della creazione e del restyling di siti web e delle attività SEO inerenti.  Mi interesso di SEO, motori di ricerca, link building ed in contrasto con mezzo mondo SEO, continuo a ritenere che le attività di Directory Link siano ancora valide.

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